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Fino a poco tempo fa, per trovare un fornitore si cercava su Google e si aprivano i primi risultati. Oggi molte persone scrivono la domanda direttamente a ChatGPT, Gemini o Copilot, oppure leggono il riassunto generato dall’IA in cima ai risultati di ricerca. Spesso si fermano lì. La domanda per un’azienda diventa quindi: quando qualcuno chiede «chi può aiutarmi con…» nella mia zona, l’intelligenza artificiale fa il mio nome?

Come sceglie un’intelligenza artificiale

Un assistente come ChatGPT non «conosce» le aziende come le conosce una persona. Quando risponde a una domanda su un servizio o un fornitore, di solito fa due cose:

  • attinge a ciò che ha imparato leggendo una grande quantità di testi pubblici;
  • cerca sul web in tempo reale, attraverso motori di ricerca come Google o Bing, e riassume le pagine che trova.

In entrambi i casi vince chi ha informazioni chiare, coerenti e facili da citare, sul proprio sito e altrove.

✓ Quello che aiuta

Informazioni chiare

Chi siete, cosa fate, dove, per chi e a quali condizioni, scritto in frasi semplici e uguale ovunque.

? Quello che ostacola

Testi vaghi

Slogan generici, servizi descritti solo in immagini, informazioni diverse tra sito, scheda Google e social.

Cinque cose che potete fare sul vostro sito

1. Dite chiaramente chi siete e cosa fate. Nella pagina principale e nella pagina «chi siamo»: ragione sociale, attività, zona servita, anni di esperienza. Una frase come «Ditta di traslochi a Bellinzona, attiva in tutto il Ticino dal 1998» è perfetta da citare.

2. Una pagina per ogni servizio. Un’IA che cerca «restauro di mobili antichi a Lugano» trova più facilmente una pagina dedicata che un elenco puntato in fondo alla home.

3. Rispondete alle domande dei clienti. Prezzi indicativi, tempi, zone servite, come si svolge il lavoro. Una sezione di domande frequenti scritta bene è esattamente il tipo di contenuto che le IA riprendono.

4. Dati strutturati. Sono indicazioni tecniche, invisibili ai visitatori, che dicono ai motori di ricerca «questo è il nome dell’azienda, questo l’indirizzo, questi gli orari». Aiutano sia Google sia gli assistenti a leggere le vostre informazioni senza errori.

5. Un sito veloce e accessibile. Se il sito è lento, bloccato o costruito in modo che i testi non siano leggibili dai programmi, anche l’IA fatica a usarlo.

E fuori dal sito

L’IA non legge solo il vostro sito. Conta anche ciò che si trova altrove:

  • la scheda Google Business Profile completa e aggiornata (ne ho parlato in questo articolo);
  • la presenza su Bing, che alimenta diversi assistenti: un sito ben indicizzato su Google lo è quasi sempre anche su Bing, ma conviene verificarlo;
  • le recensioni e le citazioni su siti locali, associazioni di categoria, giornali regionali;
  • informazioni coerenti ovunque: stesso nome, stesso indirizzo, stesso telefono.

Una prova da fare oggi
Chiedete a ChatGPT o a Copilot: «Chi offre [il vostro servizio] a [il vostro comune]?» e poi «Cosa sai di [nome della vostra azienda]?». Le risposte vi dicono molto su cosa l’IA ha trovato, e su cosa manca.

Niente scorciatoie

Si leggono già offerte di chi «garantisce» di farvi citare da ChatGPT. Diffidate: nessuno controlla le risposte delle IA. Funziona invece ciò che ha sempre funzionato anche per Google: contenuti utili, chiari, aggiornati e un sito tecnicamente in ordine.

Come vi aiuto

Per i siti che gestisco controllo struttura dei contenuti, dati strutturati, velocità e indicizzazione su Google e Bing. Se volete, faccio con voi la prova con i principali assistenti e vi propongo le pagine o le informazioni da aggiungere.

L’intelligenza artificiale conosce la vostra azienda?

Faccio la prova con i principali assistenti e vi dico cosa migliorare sul sito per essere citati.

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