Negli ultimi mesi ricevo sempre più spesso telefonate di clienti che mi chiedono: «È vera questa email?». Il phishing, cioè le email che imitano banche, servizi di consegna o fornitori per rubare dati e password, è diventato più frequente e più curato. La buona notizia: con qualche controllo si riconosce quasi sempre.
Cos’è il phishing
Il phishing è un tentativo di truffa: un messaggio finge di arrivare da un mittente affidabile e vi chiede di cliccare su un link, inserire una password, pagare una somma o aprire un allegato. Lo scopo è rubare credenziali, dati della carta di credito o installare programmi dannosi.
Arriva soprattutto via email, ma sempre più spesso anche via SMS e WhatsApp.
I messaggi più frequenti
- il pacco in attesa: «La consegna non è riuscita, pagate CHF 2.– per la nuova spedizione»;
- il conto bloccato: «Il vostro accesso all’e-banking è stato sospeso, confermate i dati»;
- la casella piena: «La vostra casella email ha raggiunto il limite, accedete per non perdere i messaggi»;
- la fattura: un allegato «fattura» o «ordine» da un fornitore che non conoscete;
- il capo o il collega: «Sono in riunione, mi fai un bonifico urgente?».
? Segnali d’allarme
Urgenza e paura
«Entro 24 ore», «ultimo avviso», «il conto verrà chiuso»: la fretta serve a non farvi riflettere.
✓ La regola sicura
Andate voi al sito
Non cliccate sul link: aprite voi il sito della banca o del servizio e controllate da lì.
Cinque controlli prima di cliccare
1. Il mittente. Guardate l’indirizzo email completo, non solo il nome visualizzato. «Posta Svizzera» può nascondere un indirizzo che non ha nulla a che fare con la Posta.
2. Il link. Passate con il mouse sopra il link senza cliccare (o tenete premuto sullo smartphone): l’indirizzo che compare è quello vero. Se non corrisponde al sito ufficiale, è una trappola.
3. La richiesta. Banche e servizi seri non chiedono mai password, codici o dati della carta per email.
4. Il tono. Urgenza, minacce, premi inattesi: sono i trucchi più usati.
5. Gli allegati. Non aprite allegati inattesi, soprattutto file compressi (.zip) o documenti che chiedono di «attivare il contenuto».
Nel dubbio, telefonate
Se un’email sembra arrivare da un fornitore o da un cliente ma vi chiede qualcosa di insolito, chiamate la persona al numero che conoscete, non a quello indicato nell’email.
Se avete già cliccato
Succede, anche alle persone più attente. L’importante è agire subito:
- cambiate la password dell’account interessato e di tutti quelli che usano la stessa password;
- contattate la banca se avete inserito dati della carta o dell’e-banking;
- attivate l’autenticazione a due fattori dove possibile;
- fate controllare il computer se avete aperto un allegato.
Dove segnalare
In Svizzera i tentativi di phishing si possono segnalare al Centro nazionale per la cibersicurezza (NCSC) sul sito antiphishing.ch. Le segnalazioni aiutano a bloccare i siti falsi più in fretta.
Come vi aiuto
Per le caselle email che gestisco configuro i filtri antispam e le impostazioni che rendono più difficile falsificare il vostro indirizzo. E se un’email vi sembra sospetta, inoltratemela: vi dico volentieri se è vera o falsa. Per le password vale quanto avevo scritto nell’articolo sulla gestione delle password.
Un’email vi sembra strana?
Inoltratemela prima di cliccare: vi dico se è vera e cosa fare.








