Dal 28 giugno 2025 nei Paesi dell’Unione europea si applica l’European Accessibility Act, una direttiva che chiede a molti prodotti e servizi digitali, tra cui i negozi online, di essere accessibili anche alle persone con disabilità. Diversi clienti mi hanno chiesto se li riguarda. Vi riassumo la situazione e, soprattutto, cosa conviene fare comunque.
Cos’è l’accessibilità di un sito
Un sito accessibile si può usare anche da chi vede poco o non vede, da chi non usa il mouse, da chi sente poco, da chi ha difficoltà motorie o cognitive, e da chi è anziano. Molte di queste persone navigano con strumenti particolari, come i lettori di schermo che leggono la pagina ad alta voce.
Ma l’accessibilità aiuta tutti: chi legge dal telefono sotto il sole, chi ha la mano occupata, chi è di fretta.
Chi riguarda la direttiva europea
? Possono essere toccati
Chi vende ai consumatori nell’UE
Per esempio un negozio online svizzero che spedisce a clienti privati in Italia, Germania o Francia.
✓ Generalmente esclusi
Le microimprese di servizi
Meno di 10 collaboratori e fatturato o bilancio annuo fino a 2 milioni di euro.
La direttiva riguarda soprattutto il commercio elettronico, i servizi bancari, i trasporti e le comunicazioni rivolti ai consumatori nell’UE. Un sito vetrina di un artigiano ticinese che lavora solo in Svizzera, in genere, non rientra nell’obbligo.
In Svizzera la legge sui disabili obbliga soprattutto la Confederazione e gli enti pubblici; per le aziende private non c’è oggi un obbligo generale per i siti web. Questo articolo è una panoramica pratica: per i casi concreti, soprattutto per chi vende molto nell’UE, conviene una verifica specifica.
Perché conviene comunque
- più clienti: una parte importante della popolazione ha qualche forma di disabilità, e la popolazione invecchia;
- migliore posizionamento: molte regole dell’accessibilità (titoli ordinati, testi alternativi, struttura chiara) aiutano anche Google;
- un sito più facile per tutti, che porta più richieste;
- meno sorprese se un giorno le regole cambieranno anche in Svizzera o se iniziate a vendere nell’UE.
Sei miglioramenti alla portata di ogni sito
1. Contrasto sufficiente. Testo grigio chiaro su fondo bianco è elegante ma difficile da leggere. Il testo deve staccarsi bene dallo sfondo.
2. Testi alternativi per le immagini. Ogni immagine che porta un’informazione deve avere una breve descrizione, che i lettori di schermo leggono ad alta voce.
3. Titoli in ordine. Un titolo principale, poi sottotitoli in sequenza logica: chi usa un lettore di schermo si orienta proprio con i titoli.
4. Navigazione con la tastiera. Menu, pulsanti e moduli devono funzionare anche senza mouse, con il tasto Tab, e mostrare dove ci si trova.
5. Moduli chiari. Ogni campo con la sua etichetta, messaggi di errore comprensibili («Inserite un indirizzo email valido» invece di «Errore»).
6. Link che si capiscono da soli. «Scaricate il listino prezzi» invece di «clicca qui».
Il riferimento tecnico
Lo standard internazionale sono le linee guida WCAG; per la direttiva europea si fa riferimento al livello AA. Non serve conoscerle a memoria: un buon controllo iniziale individua quasi sempre gli stessi pochi problemi.
Come vi aiuto
Posso fare un controllo dell’accessibilità del vostro sito, con un elenco di interventi in ordine di importanza. Per i negozi online che vendono anche nell’UE valutiamo insieme cosa serve per essere in regola. I siti nuovi che realizzo tengono conto di questi principi fin dall’inizio.
Il vostro sito è accessibile?
Faccio un controllo dei punti principali e vi propongo i miglioramenti più utili, in ordine di priorità.










